Tumore alla prostata: efficacia della radioterapia nel trattamento delle recidive

Tumore alla prostata: efficacia della radioterapia nel trattamento delle recidive

Tumore alla prostata: pubblicato uno studio sull’efficacia della radioterapia nel trattamento delle recidive

Recentemente è stato pubblicato sul British Journal of Urology uno studio multicentrico e retrospettivo che ha valutato l’efficacia e l’eventuale tossicità del trattamento radioterapico stereotassico su pazienti con recidiva macroscopica in loggia prostatica dopo prostatectomia radicale. Lo studio ha coinvolto diversi specialisti tra cui il Prof. PierCarlo Gentile, Direttore Medico di UPMC Hillman Cancer Center San Pietro FBF (Roma) e Responsabile della Radioterapia all’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli (Roma), il Dott. Federico Bianciardi, Specialista in radioterapia oncologica presso UPMC Hillman Cancer Center San Pietro FBF, e la Dott.ssa Sara A. Allegretta, Specialista in radioterapia oncologica a UPMC Hillman Cancer Center Villa Maria (Mirabella Eclano, AV). I Centri UPMC Hillman Cancer Center in Italia sono dotati sono dotati delle tecnologie più avanzate ed innovative nel campo della radioterapia oncologica, uno degli acceleratori lineari più avanzati sul mercato, e offrono trattamenti innovativi di radioterapia e radiochirurgia stereotassica con protocolli di cura avanzati per persone affette da patologia oncologica.

Lo studio, dal titolo “Radioterapia stereotassica per le recidiva in loggia prostatica post prostatectomia, studio multicentrico”, si propone di analizzare l’efficacia della radioterapia nel trattamento di recidive macroscopiche in loggia prostatica. L’esiguità del numero di pazienti presente nella letteratura per studi simili ha spinto gli autori a selezionare e includere nell’analisi pazienti trattati in tre diversi centri di Radioterapia in Italia (Milano, Firenze e Roma) al fine di raggiungere in breve tempo un campione di 90 pazienti tutti affetti da recidiva da tumore prostatico e sottoposti a trattamenti di radioterapia stereotassica.

I pazienti affetti da tumore alla prostata trovano nella chirurgia (prostatectomia radicale), una valida opzione terapeutica. Dopo l’intervento chirurgico può però manifestarsi una recidiva macroscopica in loggia prostatica in circa il 30% dei casi, che spesso può evidenziarsi con un incremento progressivo dei livelli ematici di un marcatore: il PSA (antigene prostatico specifico), una proteina prodotta dalla prostata e presente nel sangue. Livelli alti possono indurre a pensare ad un’infiammazione della prostata o alla possibile presenza di neoplasie e/o di una recidiva delle stesse. A quel punto al paziente può essere proposto un trattamento radioterapici di salvataggio che normalmente ha una durata di 7 settimane. Questa tipologia di trattamento, come testimoniano i dati della letteratura, è tuttavia gravata da un rischio di ripresa locale del 50% a 5 anni, da qui l’interesse scientifico per la validazione di trattamenti radioterapici alternativi. La diagnostica per immagini ha compiuto negli ultimi anni significativi progressi, ampliando e perfezionando le potenzialità diagnostiche e permettendo di individuare con precisione la recidiva di malattia. Questo associato poi alla precisione millimetrica garantita dalla rapida evoluzione delle più innovative tecnologie a disposizione dei trattamenti di radioterapia stereotassica, ha reso possibile colpire solo il tessuto interessato dalla recidiva con alte dosi di radiazioni in poche frazioni, salvaguardando gli organi sani vicini.

Lo studio dimostra che le moderne tecniche di radioterapia permettono di ottenere un ottimo controllo locale della recidiva con scarsa tossicità per il paziente, consentendo di procrastinare l’inizio della terapia ormonale, la cui efficacia è spesso limitata nel tempo, non è priva di effetti collaterali e può alterare la qualità di vita dei pazienti.